Un “patto” per i giovani di Napoli

Lug 8th, 2022 | By | Category: News, Servizi

Si chiama «Generazione futura. Patto educativo per la città metropolitana di Napoli» l’accordo firmato a Nisida tra ministero della giustizia, dipartimento giustizia minorile e di comunità, sindaco di Napoli, presidente della regione Campania, vescovo di Napoli, prefetto di Napoli e ministero dell’Istruzione. Il tutto alla presenza del ministro Patrizio Bianchi, insieme al presidente di “Con i bambini” e al portavoce campano del forum del Terzo Settore.

Il Patto rappresenta il primo accordo territoriale di collaborazione inter-istituzionale da realizzare anche nell’ambito del più ampio programma nazionale di contrasto ai divari territoriali e povertà educative previsto dal PNRR Istruzione. A livello nazionale i fondi a disposizione sono 1,5 miliardi, da stanziare in tre tranche. La prima, destinata al target di studentesse e studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado (12-18 anni), mette a disposizione 500 milioni a livello nazionale. Di questi 41,1 milioni di euro saranno assegnati a 217 istituzioni scolastiche nell’area metropolitana di Napoli (di cui 78 nel Comune di Napoli per 14,8 milioni). Ogni scuola avrà a disposizione una media di circa 180.000 euro. I finanziamenti saranno destinati direttamente agli istituti scolastici sulla base di criteri quali il tasso di dispersione, il contesto socio-economico e il numero delle studentesse e degli studenti.

L’obiettivo è quello di creare alleanze territoriali per realizzare interventi integrati di contrasto e prevenzione della povertà educativa, anche utilizzando i fondi strutturali europei dedicati all’istruzione e alla formazione e le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati alla riduzione dei divari.

Con il Patto, nello specifico, si rafforza il ruolo della scuola come laboratorio sociale e di comunità, in costante interconnessione con il territorio, ampliando l’offerta formativa e le opportunità di apprendimento. È previsto il consolidamento di attività didattiche ed educative personalizzate, anche grazie a specifici programmi di mentoring e tutoring di alunni e studenti. Vengono favoriti il protagonismo e la partecipazione attiva dei giovani e delle loro famiglie, promuovendo percorsi di cittadinanza attiva e di solidarietà. Viene supportata l’apertura delle scuole durante tutto il giorno, per farne una comunità educante con luoghi di incontro per tutti. Cambiare per prevenire il disagio sociale. Mettere in condizioni le famiglie e i ragazzini di stare volentieri a scuola e annientare la piaga della dispersione scolastica. Dare ai giovani del Sud le stesse possibilità che hanno gli altri ragazzi d’Italia.

Per raggiungere questi obiettivi, il documento delinea una precisa metodologia condivisa di intervento che valorizza da una parte il ruolo dei docenti e dall’altra la costituzione di stabili partenariati tra scuole, Enti locali, servizi sanitari e del lavoro, organizzazioni della società civile, del terzo settore, del volontariato e religiose. Con un’attenzione particolare alla personalizzazione della progettazione educativa, affinché di ciascun alunno e studente possano emergere i talenti e le specificità fondamentali per il suo pieno sviluppo come persona e cittadino.

«Oggi è una bella giornata per Napoli – conclude don Mimmo – Occorrono alcuni atteggiamenti fondamentali per portare avanti questo progetto: anzitutto, considerarci un “noi”, capace di generare vita e speranza e alternativo alle logiche di morte della camorra. Bisogna poi abbandonare gli individualismi e i narcisismi che inquinano i cammini comunitari. Nessuno si senta ospite nel Patto educativo per Napoli. Esso appartiene a tutti i figli di Napoli, in particolar modo ai più emarginati».

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